FIELD RATEMETER 1292A

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rigeox
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FIELD RATEMETER 1292A

Messaggio da rigeox » 19/02/2018, 10:46

Ho recuperato questo strumento dalla baia, e visto la particolarità e singolarità dello stesso ho
pensato di metterlo sul forum sperando di aver fatto cosa gradita.
Cutini lo ha controllato e adattato per quanto riguarda la alimentazione, ora molto più semplce.
riporto testualmente alcune righe scrittemi la lui, riguardanti lo strumento.
Mi sembra che sia della fine anni '40 forse inizio anni '50 ma non ci potrei giurare, è coevo comunque di altri apparati come l'R40 italiano (1949), parecchi americani, Hoffman dei tedeschi FH40M , FH40H, TTL 6109 e di tanti altri.
Tutti i geiger da allora ad oggi hanno un funzionamento a blocchi molto simile (semplifico): una batteria (alcuni funzionavano a tensione di rete come l' R40) o più di una che con un opportuno circuito elettronico, multivibratore, oscillatore a valvola, a transistori od altro moltiplicano la tensione delle sorgenti fino a portarla alla tensione necessaria per il funzionamento della/e sonde, circuiti amplificatori e contatori temporizzati a valvole, transistori ecc... per trasformare il numero degli impulsi rilevati in un valore leggibile con l'ago di un milliamperometro con scale ovviamente scritte nell'unità di misura della radioattività scelta dal produttore del geiger.
Quindi tutti gli apparati sono stati progettati con l'utilizzo di componenti “attivi” cioè in grado di amplificare un segnale, di produrre un'oscillazione.
Questo invece è figlio della logica progettuale di una ditta che operava nel settore degli strumenti di misura, come i comuni tester analogici.
La particolarità ed unicità progettuale di questo apparato è la
seguente: non ha componenti “attivi” cioè non ci sono multivibratori, valvole, transistori non c'è niente che amplifica o elabora, funziona come un normalissimo tester analogico commutato nella misura delle correnti continue.
Le tensioni necessarie sono prelevate dalle 21 batterie da 30 V e da quella da 15 , le sonde funzionano a 400 o 500 V (non ricordo bene) e gli impulsi sono raddrizzati, in pratica gli impulsi prodotti dalle radiazioni sono trasformati in corrente continua e “letti” come tali dal “tester-geiger” cioè è come se lo strumento misurasse la corrente di una batteria: se piccola segnerà un valore piccolo, più grande se è più grande. A conferma di questo la ditta costruttrice ha usato un comunissimo milliamperometro da tester che ha le scale in mA/h cioè in milliampere ora che è una unità di misura della corrente e non certo della radioattività, poi nel manuale ci sono tutte le procedure di calcolo per trasformare i mA letti in mR .
Questo tecnica progettuale ovviamente non amplificando i segnali, debolissimi quelli prodotti dalle sonde geiger, rende lo strumento fisiologicamente poco sensibile; per ovviare parzialmente a questo inconveniente sono state utilizzate delle sonde sensibilissime e nello specifico quelle interne sono 3 in parallelo che possono essere usate da sole (comm. su INTERNE) oppure in simbiosi con quella esterna (comm. su ESTERNA) quando si decide di fare rilevamenti in punti specifici e localizzati.
Ho provato le sonde in oggetto collegate ad un ASP-1 ed in verità sono spettacolari .
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rigeox
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Re: FIELD RATEMETER 1292A

Messaggio da rigeox » 19/02/2018, 10:51

Continuo con le foto.
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marconmeteo
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Re: FIELD RATEMETER 1292A

Messaggio da marconmeteo » 19/02/2018, 10:52

Trovi sempre degli strumenti interessanti......i miei complimenti.


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rigeox
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Re: FIELD RATEMETER 1292A

Messaggio da rigeox » 19/02/2018, 10:55

Ultimi pdf.
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Re: FIELD RATEMETER 1292A

Messaggio da Studio 1 » 22/02/2018, 19:09

Molto bello complimenti ...


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